Un anno di età in più

 

Atto Terzo

 

 

 

Dissolvenza di apertura
Int.
Auto di Giles – Sera

Xander guardava il paesaggio scorrere fuori dal finestrino. Giles ingranò una marcia più bassa e rallentò quando arrivò in prossimità di un altro semaforo.

"Ho-ho paura che le strade di città non siano il posto migliore per mostrarti cosa questa meravigliosa automobile può fare," disse Giles, dando uno sguardo al giovane taciturno. "A volte nei giorni in cui sono libero vado a fare un giro fuori città, ma non è come in California. Non c’è neanche un vigneto da attraversare."

Xander mugugnò un ‘uh huh’ mentre il semaforo scattava sul verde. Giles sospirò. "Oh, santo cielo Xander, almeno mettiti a giocare con la radio."

"Radio?" chiese Xander, voltandosi finalmente verso di lui.

"Non posso credere che tu te ne stia seduto in questa macchina e che non stia giocherellando con nulla," disse.

Xander fece spallucce: "Non c’è nessun posto qua attorno dove possiamo andare a prendere una birra, Giles?" domandò. "È una gran bella auto, ma sono più dell’umore di stare…in un ambiente meno angusto."

Giles annuì e fece una rapida svolta a sinistra all’incrocio successivo.

Dissolvenza in nero

Dissolvenza di apertura

Int.

Oak Room Pub – Sera

Il pub era scuro e tranquillo. Un paio di clienti abituali erano seduti al bancone, guardando in silenzio una partita di cricket sulla tv all’angolo. Nella stanza in fondo, stava avendo luogo la partita settimanale del campionato di freccette locale, e ogni tanto qualche esultanza giungeva al separé all’angolo al cui tavolo sedeva Giles, di fronte a Xander. Una grande Union Jack campeggiava sull’ingresso, identificando il posto come un santuario per ex-patrioti britannici. Dopo che la cameriera ebbe poggiato i due boccali sul tavolo, Xander prese il suo bicchiere ghiacciato e butto giù quasi un terzo del contenuto in un sorso. Giles fece solo un cenno col capo alla cameriera e bevve un sorso della sua Guinness.

"Non so come faccia a sopportare quella roba tiepida," disse Xander.

"È un gusto che si apprezza col tempo," disse Giles e poi tacque un istante. "Willow ti ha spiegato il rituale?" chiese.

Xander annuì: "L’idea generale, sì," rispose: "Sono certo che sia più complicato di come lo spiegherebbe a un idiota in campo magico come me."

"Non lo sei affatto, Xander" disse Giles. "Hai una sorprendente quantità di capacità innate e anche un po’ di esperienza."

"Funzionerà, Giles?" chiese, ignorando il suo complimento. "Willow può davvero rimettere l’occhio al suo posto? Voglio dire, è una magia piuttosto pesante. Ha detto che non si tratta di magia nera, ma come facciamo a saperlo…?"

"Non ci sono certezze, ma con le capacità che Willow ormai possiede,"

rispose Giles e fece una breve pausa, "Piuttosto sarei preoccupato se non funzionasse. E hai ragione, si tratta di una magia piuttosto importante, ma non è magia nera. Ho potuto studiarla ed è il rito curativo più naturale che io abbia mai visto."

"Non sembra granché naturale," sbuffò Xander. "Sesso e culto non vanno molto d’accordo, Giles. Voglio dire, che razza di religione può essere a favore del sesso in questo modo? E perché non l’ho scoperta prima?"

Giles provò a trattenere un sorriso: "Beh, non puoi essere un devoto solo per…gli stimoli…come li chiameresti tu. La Wicca ha le sue radici in tradizioni e pratiche di culto di un genere più antico; molto più antico delle religioni Giudaico-Cristiane alle quali sei avvezzo, Xander," spiegò. "E come tale i suoi praticanti non sono vincolati dalla…associazione negativa del sesso al peccato originale."

"E quindi il sesso una parte della religione?" chiese Xander.

"Direi proprio di sì," disse Giles. "I seguaci della Wicca celebrano la natura e la vita e tutte le meravigliose gioie e piaceri che esse possono offrire. Il giorno sacro di Belatine, a maggio, è un momento di gioia per i sensi e di reviviscenza della sessualità, il risveglio della natura dopo il lungo inverno."

"Perché non c’erano giorni di festa come quello quando ero ragazzo?" disse Xander ridendo.

"C’è, in realtà," disse Giles. "È il Primo Maggio. Xander, il fatto è che i seguaci della Wicca non sono legati da colpa e peccato, e più che altro concepiscono il piacere come una forma di espressione delle passioni umane."

"E questa cosa è ciò di cui Willow fa parte adesso?" domandò Xander un po’ disorientato.

"È a questo che si sta avvicinando," disse Giles, sorseggiando la sua birra. "Willow sta provando duramente a seguire un cammino retto. Si è resa conto che la sua ricerca di potere l’aveva condotta troppo lontano, in una oscurità dalla quale la maggior parte della gente non è più in grado di tornare, ma poiché lei è così incredibilmente forte, è riuscita ad uscirne. Conserverà sempre quell’oscurità dentro di sé, ma seguendo il percorso della Wicca può apprendere il modo di controbilanciarla con la luce. L’aiuterai a crescere tanto quanto lei aiuterà te, Xander."

Il giovane dai capelli scuri guardò con aria assente verso la stanza in fondo, mentre il chiasso delle celebrazioni riempiva il pub.

"Sembra così diversa adesso, Giles," disse infine Xander voltandosi di nuovo verso l’altro. "Così sicura di sé." Xander sembrava quasi spaventato. "Voglio dire, e se…che succede se una volta passato quel confine, non sarò più in grado di far tornare le cose come erano prima tra noi? Non dico che sarà così, ma…non voglio combinare casini, Giles."

"Non succederà, Xander," disse Giles con aria triste: "Tutto questo cambierà per sempre il tuo rapporto con Willow, ma credo che tu stia sottovalutando te stesso e-e anche Willow. Posso chiederti una cosa?" Giles non attese una risposta. "Riesci a ricordare un momento in cui Willow non era parte della tua vita?"

Xander fece un breve sorriso: "No."

"E riesci ad immaginare di non avere Willow a far parte della tua vita?"

Xander fece di no con la testa.

"E allora perché dovrebbe cambiare qualcosa?" chiese Giles.

Xander ci pensò su in silenzio per un lungo minuto e poi rise: "No, credo che abbia ragione, Giles," disse.

"Affronterete le cose come avete sempre fatto. Tu sai nel profondo del tuo cuore di amare Willow, ma che il tuo amore non trascende i confini della profonda amicizia che vi lega. Ricordati questo – gli amori vanno e vengono nella vita, ma una amicizia come la vostra può restare intatta per una vita intera. Tu sai che Willow sarà sempre lì per te. Lo sai perché tu sarai sempre lì per lei, non è così?"

Xander annuì.

"È una preoccupazione comprensibile, Xander," disse Giles. "Ma non penso che possa succedere nulla del genere. Vi conosco da un bel po’ ormai, e v-vi ho visto affrontare tempi duri e…beh, a Sunnydale…tempi anche più duri. So che andrà tutto bene."

Il silenzio cadde sul tavolo un’altra volta. Xander fissava il suo boccale quasi vuoto, la brina ormai sciolta. "Che cosa dovrei fare, Giles?" domandò. "Voglio dire durante il rito?"

Giles fece un profondo respiro: "Riguarderò il rituale assieme a te stanotte e ti istruirò su quello che dovrai dire. Non è molto. E domani ti spiegherò come fare un bagno rituale e meditare, ma è più per calmarti che per altro."

Xander rise amaramente: "Calmarmi, giusto. Bella questa," disse Xander. "Volevo dire, cosa dovrò fare durante il rito?"

Xander guardò insistentemente Giles, che tossì imbarazzato. Giles aprì la bocca, la richiuse e poi parve rendersi conto che non stava migliorando la situazione, e sorrise affettuosamente: "Fa’ solo quel che ti viene naturale, Xander."

"Ha detto che non dovrò dire molte cose, ma cos’è che non dovrei dire? E…e dovrò starmene solo lì sdraiato mentre…" la voce di Xander si assottigliò fino a sparire.

"Xander, dopo che avremo lasciato te e Willow da soli…"

"Noi?" chiese Xander, spalancando l’occhio. "Chi saremmo noi? Lei sarà lì? Ascolti Giles, è già brutto abbastanza doversi spogliare davanti alla mia migliore amica, ma anche davanti a lei?"

Giles sospirò. Si tolse gli occhiali e si passò una mano sul volto: "No, Xander, saremo lì solo nella prima parte del rituale. Willow probabilmente chiederà a Rowena di assisterla dato che nessuno della sua congrega ha tali capacità. Aiuterà Willow ad evocare il cerchio, poi tu entrerai nel cerchio e Rowena ed io ce ne andremo. E saremo tutti vestiti."

"Oh," fece Xander, pensieroso. "Allora lei mi farà tipo da secondo, giusto? Come in quei vecchi film in cui un tizio era sfidato a duello, e chiedeva al suo migliore amico di aiutarlo con la spada o le pistole e in ogni eventualità di spargimenti di sangue. Giusto?"

"Beh…nonostante la parlata alla Xander direi che è una descrizione piuttosto accurata," Giles sorrise. "Ma…per tornare al nostro problema iniziale, una volta che sarai da solo con Willow potrai esser libero di parlare e anche di scherzare. Non aver paura di dire la cosa sbagliata. Come ho già detto, i seguaci della Wicca fanno ogni cosa con gioia…anche i riti."

"E…e per l’altra parte?"

Giles fece un respiro profondo: "Sarà lei a guidarti, Xander," disse infine. "Ma no, non è una cosa a senso unico. Puoi toccare e sentire e – di nuovo – fare ciò ti viene naturale."

"E per quanto riguarda…? Voglio dire…" Xander si fermò, incerto su come porre la domanda successiva. "Devo fermarmi all’emporio, sulla strada di casa, stasera? Non ci sono possibilità di un bellissimo marmocchio con gli occhi neri, i capelli rossi che sia un genio col computer, spero?" scherzò nervosamente Xander.

"Willow si occuperà di ogni cosa. E-e posso assicurarti che sarà perfettamente sicuro," rispose Giles.

Xander annuì e guardò in basso le proprie mani per un po’. Giles rimase a guardarlo, senza aggiungere altro per concedergli un po’ di tempo. Xander si grattò la guancia sotto alla benda senza rendersene conto.

"Dopodiché avrò di nuovo entrambi gli occhi?" disse Xander e Giles annuì. "Che differenza farà, Giles? Anya sarà comunque morta. La mia città resterà comunque un grosso buco nella terra. I miei amici sono sparsi per il mondo. Che cosa dovrei fare a quel punto?"

Giles lo guardò triste: "Questo spetterà a te, Xander," disse piano. "Willow vuole che tu abbia la possibilità di fare ciò che ami. Cosa deciderai a quel punto dipende tutto da te." Giles tacque e poi gli chiese: "Sei pronto per accettare un tale dono, Xander?"

Xander lo guardò e poi si passò una mano sul volto.

Dissolvenza a nero

Dissolvenza di apertura

Int.

L’Alcove – Sera

Kennedy se ne stava sprofondata nel consumato divano di pelle rossa che poggiava su un muro dipinto di nero, e ogni tanto beveva un sorso da una bottiglia d’acqua. Il grande bar era scuro e pieno di fumo, e una musica con forti bassi dava il ritmo a donne che si contorcevano sotto le luci stroboscopiche che lampeggiavano sopra le loro teste. Kennedy buttò uno sguardo alla figura voluttuosa vestita con pantaloni di pelle e con un giacchetto mezzo sbottonato che mostrava una maglietta aderente, mentre la ragazza di buttava accanto a lei sul divano.

"Non sono interessata," borbottò Kennedy.

"Sì, come se ci stessi provando," sbuffò Faith. "Ho un dolce incontro con il mio tesoro, questo weekend, a cui pensare. Posso aspettare." Kennedy osservò Faith sfregarsi le mani al pensiero.

"Il pattugliamento è andato bene?" chiese Kennedy, ignorando il commento dell’altra Cacciatrice.

"Più o meno," Faith alzò le spalle. "Rachel è stata messa alle strette da tre novellini, ma ha mantenuto la calma e ne ha fatti fuori due, e io ho ucciso il terzo."

"Forte," commentò Kennedy assente, volgendo la propria attenzione un’altra volta alla pista da ballo. Dopo un po’ si voltò di nuovo verso Faith. "Come facevi a sapere che ero qui?"

"Dove altro andrebbe una lesbica col cuore infranto di martedì sera a Cleveland?" rise Faith. "Almeno ti sei limitata ad affogare le tue sofferenze nella migliore acqua minerale francese."

Kennedy sospirò. "Perché dovrei avere il cuore infranto?" chiese in modo sarcastico. "Voglio dire, la mia ragazza sta solo cercando di fare ciò che è gusto per il suo amico. È questa la cosa più importante, giusto? Salvare Xander…perché dovrei mettermi in mezzo?"

"Non dovresti," convenne Faith. "Willow non potrebbe fare diversamente per qualcuno che ama, il che include anche te. Ha rischiato la propria anima per riportare in vita Buffy, ma io so che non vuole perderti per aiutare Xander."

"Lo farà lo stesso, qualsiasi cosa io dica," sbuffò Kennedy.

"Hai ragione," Faith annuì. "È così che andrà. Perciò tutto quello che succederà tra voi due sta a te. Ma prima che tu decida di gettar via il tuo rapporto con lei, ricordati questo…io c’ero la notte che Xander è stato ferito. È rimasto lì per salvarti il culo. Se non l’avesse fatto, avrebbe ancora il suo occhio. E tu dove saresti adesso?"

Kennedy aprì la bocca per ribattere, e poi la richiuse. Faith le fece un sorriso benevolo mentre la guardava in viso.

"Dai, Ken," disse infine, dando una pacca sulla gamba alla ragazza e alzandosi: "Andiamo a casa."

Kennedy si scrollò dal volto quell’espressione confusa e seguì Faith fuori dal club.

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Int.

Stanza della Congrega di Willow – Sera

Willow sedeva al lungo tavolo da lavoro che correva lungo la parete. Una credenza appesa sopra di esso era piena di svariate erbe, polveri e resine e di un assortimento di libri e strumenti.

"Avanti," disse lei quando sentì bussare e si voltò per vedere la pesante porta aprirsi e Xander che entrava.

Gli sorrise affettuosamente: "Ehi," disse.

"Ciao," rispose lui, avvicinandosi al tavolo e indicando col mento il mortaio e il pestello che stava usando lei. "A che stai lavorando? Un altro esperimento di chimica?"

Lei rise. "No, sto solo facendo un po’ di incenso. In genere è Andrew che se ne occupa, ma a volte trovo che mi rilassa."

"Andrew fa parte della tua Congrega?" chiese lui, scuotendo la testa sorpreso.

"Mi ha chiesto di imparare," Willow alzò le spalle. "Come potevo negarglielo?"

"Giles ha detto che probabilmente avresti chiesto alla tua amica Rowena di aiutarti," disse Xander dopo un po’.

Willow annuì. "L’ho fatto ed ha accettato," rispose lei. "Andrew preparerà la stanza e l’altare, ma lei mi aiuterà ad evocare il cerchio…se a te va bene?"

"Cosa?" disse lui, distratto. "Oh, sicuro."

"Allora significa…" chiese lei speranzosa. Lui le sorrise, guardandola negli occhi.

"Sì, Will," disse. "Facciamo un tentativo. Cosa abbiamo da perdere?"

"Non c’è alcuna garanzia, Xander," disse lei, e lacrime di gioia le riempirono gli occhi. "Ma faremo del nostro meglio." Lo accolse tra le sue braccia e disse piano: "Grazie."

"Ehi, ehi!" fece lui e l’abbracciò più forte. "Sono io qui quello che deve fare i ringraziamenti, Will."

"No, mi dispiace," disse Willow lasciandolo e asciugandosi gli occhi: "È solo che sono stata così in pensiero per te per tanto tempo e da quando ho parlato con Anya non ho mai smesso di cercarti."

"Hai parlato con Anya?" chiese lui, con uno sguardo scioccato: "Quando?"

"Oh…oh già…oops," disse Willow con un sorriso preoccupato: "Uh…un mese fa a Samhain…ehm, Halloween. Il velo tra questo mondo e l’altro è più sottile in quel giorno e c-così lei mi ha chiesto di trovarti perché…"

"Perché non ha parlato con me?" domandò lui, con voce angosciata.

"Oh Xander," sospirò lei. "Ha…ha detto che tu eri come irraggiungibile per lei e io ho fatto un rito perché sentivo che qualcuno dall’altro lato cercava di mettersi in contatto con me, anche se…se pensavo che fosse…qualcun altro."

Willow fece spallucce con aria mortificata.

"Oh," disse lui, rilassando il volto. "Capisco."

"Se avessi saputo come farti parlare con lei te l’avrei fatto sapere, Xander. Lo sai, vero? Non te ne ho parlato prima perché non volevo farti soffrire," confessò Willow. "Se può essere di qualche consolazione non sono stata la sua prima scelta come interlocutore, sai?"

Willow carezzò il braccio di Xander per confortarlo e lui tacque per un istante e poi chiese: "Sta bene? È in un posto migliore adesso?"

Willow sorrise. "Sì. Sempre la solita Anya – era arrabbiata perché non poteva spendere soldi, ma era molto preoccupata per te. È…è diverso lì, Xander. Immagino che il dolore resti da questa parte ma che lei potesse comunque percepire il tuo turbamento."

"Allora è per questo che non hai voluto dar retta alla mia folle idea di riportarla indietro," disse Xander. "È felice?"

"Sì, perlopiù," Willow annuì. "Ma, come ho già detto, era preoccupata per te, come tutti noi."

"Non volevo darvi pensiero, Will. È solo che è stata dura, quest’anno."

"Ti capisco," annuì Willow. "Davvero."

Xander le fece un sorriso triste e le tenne il viso con la mano.

Willow spostò la sua mano con gentilezza e la strinse. "È tardi, va’ riposare. Domani è un gran giorno."

"Già," disse lui dandole un buffetto sulla guancia. "Notte, Will."

"Ehi," lei lo fermò prima che lui arrivasse alla porta. Xander si voltò. "Ti voglio bene, Xander," disse.

"Anch’io ti voglio bene, Will." Le fece un sorriso sincero e lei fece lo stesso in risposta.

Lo stette a guardare mentre se ne andava e poi tornò al lavoro.

Dissolvenza in nero.

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Int.
Appartamento di Willow – Tarda serata

Willow entrò nel suo appartamento buio e allungò una mano per accendere la luce. Un tiepido bagliore riempì la sala da pranzo. Attraversò il corridoio e lanciò un’occhiata nella stanza da letto buia e sospirò. Un leggero colpo risuonò sulla porta e lei andò a rispondere.

"Ehi, Will," disse Faith, con le mani infilate nelle tasche del giacchetto.

"Faith, entra," disse Willow.

Faith entrò nella stanza facendo qualche passo e poi si voltò verso Willow. "Um, Kennedy rimarrà giù nel dormitorio stanotte. Voleva…voleva che te lo dicessi."

"Devo vederla," disse Willow andando verso la porta.

Faith allungò una mano. "Baderò io a lei. Ha solo bisogno di un po’ di spazio stanotte."

Willow annuì. "O-okay, grazie…Ti ha detto di Xander?"

"La magia?" disse Faith. "Sì, ne abbiamo parlato e…poi ne abbiamo riparlato e poi ne abbiamo parlato un’altra volta ancora." Faith le fece un sorrisetto.

"Mi dispiace di averti coinvolta in questa storia."

"Naa, è tutto a posto," le disse Faith. "Anche a Robin piace chiacchierare perciò ormai sono pratica…Volevo solo venire su per dirti dov’era e per dirti che penso che tu stia facendo la cosa giusta."

"Vorrei che lo pensasse anche Kennedy," disse Willow, con un sorriso ironico sul volto.

"Cambierà idea, ma ha bisogno di tempo," disse Faith. "Le ho detto un po’ di cose sulle quali la sua testardaggine le avrebbe impedito di riflettere, ma…ho paura di aver un po’ peggiorato le cose ad un certo punto."

"Cosa vuoi dire?"

"Io..io..oh diavolo," disse Faith, con uno sguardo colpevole sul viso. "Praticamente le ho detto di te e Xander, di quando ve la siete fatta alle spalle di Oz ai tempi del liceo. Mi dispiace Willow, pensavo che sapesse di…tutto quanto."

Willow sospirò mentre rifletteva sulla novità: "Oh…beh, è tutto okay, Faith, non prendertela," disse Willow. "Glielo avrei dovuto dire io stessa prima che venisse fuori da sé, ma…beh", l’infedeltà non è in genere una cosa di cui ti metti parlare quando stai spaparanzato dopo aver fatto certe cose."

"Già, ma comunque," disse Faith. "Mi dispiace davvero."

"No, non preoccuparti…" disse Willow. "Andrà tutto bene."

"Come dicevo prima, lasciala in pace stasera, Will," le suggerì Faith: "Parlale domani mattina…devi ammettere che non è facile per lei."

Willow sospirò di nuovo e annuì in assenso. "Okay…solo, solo per stanotte."

Faith si voltò verso la porta di nuovo. "Me ne vado. Robin sta aspettando la mia telefonata ed è già tardi."

"Sì. Buonanotte, Faith," disse Willow chiudendo la porta dietro la cacciatrice. Con un altro sospiro spense le luci della sala da pranzo e si diresse verso la stanza da letto vuota.

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Int.
Appartamento di Willow – Mattina
Bagno

Willow sedeva sul bordo della grande vasca da bagno. Indossava una vestaglia di seta color pesca e i suoi lunghi capelli rossi erano raccolti in una cipolla. Guardava in silenzio l’acqua bollente, fumante, che riempiva la vasca, ma si voltò al delicato bussare sulla porta semiaperta del bagno.

"Ehi," sussurrò Kennedy, facendo un passo esitante all’interno.

"Ciao," le sorrise Willow.

"Che stai facendo?" domandò Kennedy, indicando le svariate erbe poggiate accanto alla vasca.

"Un bagno rituale," le disse brevemente Willow come se stesse cercando di capire l’umore della sua innamorata.

"Come…come durante la luna piena?"

Willow annuì.

"Allora…allora significa che farete l’incantesimo," Kennedy si avvicinò a Willow e tirò giù la tavoletta del water prima di sedercisi sopra.

"Sì," rispose Willow.

"Oh," disse Ken, guardando l’acqua scendere nella vasca. "Un po’ caldina, ti pare?" chiese indicando l’acqua.

"Già," disse Willow, regolando il rubinetto. "Mi piace così, quando mi preparo per un rito. Fa…beh, fa fluire meglio il sangue. Mi aiuta a mettermi in sintonia con il mio corpo."

Kennedy annuì. "Capito," disse. "Un po’ come il riscaldamento prima degli esercizi pesanti."

"Ken? Tesoro? Mi…mi sei mancata stanotte," disse Willow, il suo volto all’improvviso vulnerabile.

"Anch’io," disse Ken, con il viso imbronciato: "Cioè, anche tu mi sei mancata. Non ho dormito molto con tutte quelle piccole Cacciatrici che correvano in giro. Non riusciresti a credere a quanto macello riesce a fare un mucchio di ragazzine con i superpoteri."

Willow fece un sorriso prudente: "Immagino. Quando dormivo con Buffy faceva un sacco di rumore…oh, non che…voglio dire, festicciole con grosse dormite, sai come, il liceo, migliori amiche, tutta la notte a parlare di vestiti e ragazzi…beh, nel caso di Buffy, a parlare di un certo vampiro prima che diventasse un cattivone, ma…"

Kennedy soffocò una risata: "So cosa volevi dire, Will."

"Okay," disse Willow, sollevata. "Um, Faith mi ha detto che…ha detto…" Willow fece un respiro. "Mi dispiace di non averti mai parlato di tutta la storia di Oz e Xander. È solo che è qualcosa di cui non andavo molto fiera, m-ma sapevo anche che era qualcosa che non sarebbe accaduto mai, mai più. Non ti tradirei mai, Ken. Io…io non ci riuscirei, sai? Voglio dire, quando Oz…da quando mi è successo, non sarei più in grado di fare del male a qualcuno in quel modo."

"Lo so che non potresti," disse Kennedy, alla fine guardando negli occhi Willow. "Tu…tu hai un buon cuore, Willow. Ed è per questo che so che devi fare questa cosa. Con Xander," disse.

"Devo, sì," convenne Willow, e le lacrime le riempirono gli occhi. "Vorrei solo…"

"Lo so," fece Kennedy, asciugando con il pollice il viso di Willow. "Mi dispiace di essermi comportata da stupida a riguardo. Razionalmente, lo so…lo capisco. È solo che sono…" Kennedy scosse la testa come per schiarirsi le idee. "È solo che tu hai sempre ragione, ogni volta. Quando si tratta di dare ordini come Osservatore o fare cose che io non posso capire perché sono parte della tua religione, mi sembra sempre che tu mi metti da parte. Come se le altre cose venissero prima di noi."

"Kennedy, io ho molte responsabilità…"

"No!" la interruppe Kennedy. "Questo lo so. Anche io, ma sembra come se non riuscissimo mai ad incontrarci a metà strada."

Kennedy tacque, ma continuo a carezzare dolcemente il viso di Willow. "Sono fiera di te, Willow," disse infine. "Stai facendo una bella cosa per Xander. Hai ragione. Faith ha ragione. Voglio dire, anche una testa dura come me riesce a vedere che ha bisogno di aiuto. Perciò fa’ quel che devi per aiutarlo. Andrà tutto bene. E tra noi…tra noi anche, andrà tutto bene, spero."

"Sul serio?" chiese Willow, poggiando la propria mano su quella della mora, che carezzava il suo viso.

"Sul serio," ripeté Ken. "Ti amo."

Kennedy si sporse in avanti e baciò dolcemente le labbra di Willow. "Adesso fa’ il tuo bagno e poi ci vedremo oggi pomeriggio. Okay?"

Willow trasalì al tono cupo della voce di Kennedy, ma rispose semplicemente: "Okay."

Kennedy si alzò e andò via in fretta dal bagno. Willow chiuse il rubinetto prima che l’acqua fuoriuscisse dalla vasca. Con un sospiro, si alzò e iniziò a togliersi la vestaglia.

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Int.
Nido di Vampiri – Tarda mattinata
Cleveland

Gretz diede istruzioni al nervoso fattorino che, davanti a lui, spinse il pesante carrello verso la stanza in fondo e attraverso la porta della cella frigorifera. L’uomo di mezza età cercò di non guardare i corpi dissanguati e ghiacciati appesi ai ganci mentre scaricava i container Styrofoam dal carrello. Gretz ne scoperchiò uno e prese una delle sacche, e la sua faccia si trasformò mentre con le zanne trapassava la spessa plastica. Il fattorino sussultò leggermente e cercò di non far caso al rumoroso rumore di risucchio.

"Ah!" fece Gretz con un rutto soddisfatto. Guardò l’umano: "Hai finito allora?" domandò.

"S-sì," disse l’altro, si tirò su e cominciò a portare via il carrello.

"Bene. Andiamo," disse Gretz e fece strada fuori dalla cella.

Seward li stava aspettando vicino all’entrata. L’uomo ebbe un altro sussulto quando vide l’alto vampiro.

"Tutto come promesso?" chiese a Gretz.

"Sì, Maestro," disse Gretz.

Seward tacque e si leccò le labbra guardando il fattorino. L’uomo iniziò a tremare visibilmente e a guardare nervosamente Seward e poi la porta. Alla fine, Seward annuì e disse: "Dagli la mancia, allora."

Gretz tirò fuori una grossa mazzetta di soldi e la porse all’uomo che senza neppure guardarla la ficcò nella tasca della giacca e corse via dal nido.

Seward stette a guardare distrattamente la pesante porta chiudersi e poi fece un lungo, eccessivo sospiro. "Gretz?"

"Sì, Maestro?"

"Stanotte usciamo," disse. "Non mi importa dei piani del presidio. Ho bisogno di roba fresca," disse prendendo la sacca vuota da Gretz. "E non di pasti surgelati."

"Ma Maestro…"

"Gretz," riprese l’altro spazientito: "Io sono il padrone di questa città. È mia, non loro. Ci meritiamo un’uscita notturna. Raduna la banda."

Gretz aprì la bocca come per fare una domanda, ma quando Seward lo guardò strizzando gli occhi, la richiuse con uno schiocco. "Sì, Maestro," disse infine, con voce bassa e intimorita.

"Bravo ragazzo," disse Seward con un sorriso.

Dissolvenza di chiusura

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Int.
Corridoio fuori della stanza della Congrega di Willow – Pomeriggio

Xander e Giles percorrevano il corridoio. Entrambi erano a piedi scalzi e indossavano semplici tuniche verdi.

"Fa un po’ freddino qui," disse Xander.

"Willow ha fatto mettere il condizionatore nella stanza della congrega, Xander," rispose Giles. "Credo addirittura che l’impianto sia agganciato a quel suo infernale computer. Avrai caldo quanto basta."

"Oh, bene," rispose Xander distrattamente, visibilmente nervoso. Si voltò verso l’Osservatore: "Quella tunica le sta proprio bene, Giles. Molto meglio di quella sciocca tunica da mago che si è messo quella volta ad Halloween."

"Sì," disse Giles. "Per fortuna quella parte del mio guardaroba è andata persa assieme al resto di Sunnydale."

I due uomini si fermarono quando videro Kennedy parlare con Andrew sulla porta della stanza della congrega.

"Vi stanno…um, vi stanno aspettando dentro," disse Andrew ai due uomini.

Giles annuì, ma rimase in silenzio mentre Kennedy e Xander si guardarono l’un l’altra.

"Buona fortuna, Xander," disse infine Kennedy. "Spero che funzioni."

"Grazie, Ken," rispose lui, la voce rotta dall’emozione. Si voltò verso Giles. "Mi sento come se stessi per entrare in sala operatoria."

Giles gli rispose con l’ombra di un sorriso e fece cenno ad Andrew, che aprì la porta. I due rapidamente entrarono ed Andrew la richiuse alle loro spalle.

"Due uomini dentro. Uno sta uscendo," mormorò Andrew rivolto a se stesso.

"Perché non cresci mai, scemo?" fece Kennedy irritata e rapida si incamminò per il corridoio.

Andrew sbatté le palpebre guardandola andar via, poi incrociò le braccia e iniziò a cantare sottovoce: "La dea è viva, la magia è risvegliata. La dea è viva…"

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Int.

Stanza della Congrega di Willow – Pomeriggio

Giles prese dolcemente Xander per il gomito e lo condusse a lato della stanza. Al centro, Willow e Rowena erano in piedi di fronte all’altare. Erano vestite allo stesso modo.

Willow fece cenno col capo a Rowena che raccolse l’incensiere fumante dall’altare. Spostandosi in senso orario tracciò un ampio cerchio con l’altare nel mezzo. Con voce forte declamò: "Fa’ che il cerchio sia segnato col potere del fuoco e dell’aria."

Spostandosi di nuovo verso l’altare, aggiunse un pizzico di sale nella coppa d’acqua e disse: "Come l’acqua purifica il corpo, così il sale purifica l’anima."

Sollevando la coppa, percorse di nuovo il cerchio delineando lo spazio con l’acqua salata. "Fa’ che il cerchio sia segnato col potere della terra e dell’acqua."

Infine, prese il suo athame dall’altare e tracciò il cerchio per la terza volta. "Fa’ che il cerchio sia segnato dal potere dello spirito."

Rowena tornò presso l’altare e fece a Willow un piccolo inchino: "Mia Signora, il cerchio è evocato."

"Grazie," fece Willow con un sorriso. Porse a Rowena il suo athame e seguì la bionda mentre si spostava al lato ad est del cerchio. Rowena usò i pugnali per aprire un passaggio, lasciandoli a terra per segnare il confine. Fece un passo indietro mentre Willow rimase ad attendere lì davanti.

Giles condusse Xander avanti finché non fu dall’altra parte rispetto a Willow.

"Come dovrai entrare?" domandò Willow.

Xander si schiarì la gola nervosamente: "In perfetto amore e perfetta fiducia."

"Sei accolto nel sacro cerchio," disse Willow e si spostò di lato mente lui veniva avanti.

Rowena si spostò per mettersi accanto a Giles e Willow si chino per raccogliere gli athame e sigillare la porta magica. Sorrise a Giles e a Rowena mentre i due si inchinavano e poi si voltavano per lasciare la stanza. Willow guardò per un momento la pesante porta e poi lo scatto della serratura riempì la stanza.

Willow si voltò verso Xander e gli prese dolcemente la mano per condurlo verso l’altare. Dispose i due athame e poi raccolse un piccolo cero acceso e glielo offrì. Lui la guardò un istante e lei gli fece un lieve cenno di assenso per incoraggiarlo.

"Signore…signore dei boschi," cominciò lui mentre metteva la fiamma del cero sullo stoppino della candela dorata di un alto candeliere sistemato sull’altare.

"Um…uh…Re della gaiezza e del riso. Unisciti a noi nel nostro sacro cerchio e…e concedi la tua benedizione sul nostro sforzo. Così sia." Fece un leggero sospiro di sollievo quando ebbe finito.

Willow prese il cero dalle sue mani e ripeté il suo gesto, accendendo stavolta l’alta candela argento vicina a quella dorata. "Signora della notte dai tre volti," disse, la sua voce forte e sicura, "Guardiana della vita eterna. Unisciti a noi nel nostro sacro cerchio e concedici la tua benedizione. Così sia."

Rimise il cero sul suo sostegno e si voltò verso Xander. "Vuoi bere qualcosa?" domandò. "C’è del vino per dopo, ma ho dell’acqua fresca in caso ci venga sete."

"No," disse lui facendo un respiro profondo: "Io…io…no."

"Sei nervoso?" chiese lei, alzando le sopracciglia preoccupata.

"Um, non credo che nervoso sia il termine appropriato qui, Will," disse.

"In effetti, il mio nervosismo ha trasceso i confini del pensiero razionale. Per essere franco del tutto, il mio nervosismo ormai ha assunto vita propria. Perciò…perciò…perché non fai un’altra volta quella cosetta della porta così me ne vado perché onestamente non credo che sarò in grado di essere all’altezza de…uh, della situazione e…e oh dio…"

Xander si interruppe quando Willow, con una semplice scrollata di spalle, fece cadere a terra la propria tunica.

"Oh…" disse Xander, spalancando l’occhio. "Oh…oh cavolo. Okay, ca…cancella l’ultima riga."

Willow sorrise.

Dissolvenza

Fine dell’Atto Terzo

Segue Atto Quarto

 

 

Atto Quarto

 

 

 

Dissolvenza

Int.
Salone del Consiglio – Pomeriggio

Andrew era seduto ad un angolo del salone e lavorava al computer, mentre Faith, Kennedy e Marsha guardavano la tv. La piccola Cacciatrice era seduta in mezzo alle altre due e ogni tanto provava a rubare il telecomando a Faith. La Cacciatrice dai capelli neri le dava uno schiaffo sulla mano e continuava a fare zapping.

Rowena e Giles erano seduti al tavolo da lavoro ed esaminavano i rapporti dei pattugliamenti.

"Punto!" esclamò Andrew dal computer.

Giles sospirò: "Andrew, credevo che dovessi fare delle ricerche per Willow. Quella non mi pare una ricerca," disse.

"Beh, lei non è qui, quindi non lo saprà," si difese lui.

"Lo saprà, quando glielo dirò," disse Faith, cambiando canale.

Andrew fece il broncio e chiuse il videogioco, e quindi aprì di nuovo il database.

"Faith, potresti per favore mettere qualcosa e farcelo vedere!" esclamò Kennedy.

"Ehi! Devo sapere che c’è prima di decidere, sai," osservò Faith.

"Abbiamo 400 maledetti canali," disse Ken. "Usa la guida."

"La guida è per le mezze tacche," disse Faith. Marsha cercò di rubarle il telecomando un’altra volta e finalmente Faith lo lanciò a Kennedy: "Tieni, meglio a te che alla rompiscatole." Si allungò e prese il giornale che era sul tavolo di fronte al divano.

Kennedy continuò a cambiare canale da dove Faith aveva smesso. Marsha la guardò e disse: "Pensavo che volessi vedere qualcosa."

Kennedy le lanciò un’occhiata con la coda dell’occhio: "Solo perché è il tuo giorno di riposo non vuol dire che non ti farò pulire i bagni del dormitorio un’altra volta."

Marsha imitò alla perfezione il broncio di Andrew e sprofondò nel divano, mentre Kennedy continuava a cambiare canale.

Dopo qualche minuto, Willow e Xander entrarono nella stanza. Kennedy spense il televisore e tutti si radunarono attorno a Xander, ma quando si accorsero che aveva ancora la benda sull’occhio rimasero in silenzio.

"Che è successo?" alla fine Andrew sbottò: "Non ha funzionato?"

"Stupida magia," mormorò a voce bassa Kennedy, ma forte abbastanza da farsi sentire. "Sapevo che non avrebbe funzionato."

Willow la guardò triste.

Giles allungò la testa di lato e un sorriso lentamente si allargò sul suo volto. "Oh Xander santo cielo!" Esclamò Giles e poi disse agli altri: "Si è messo la benda sull’occhio buono!"

Xander rise felice. Si tolse la benda e la gettò nel camino. "Ci vedo di nuovo!"

Willow alzò gli occhi al cielo e sorrise felice al suo migliore amico, mentre l’espressione di Kennedy si fece ancora più cupa. Giles guardò più da vicino l’occhio guarito di Xander. "Santo dio!" esclamò. "Sono di colore diverso!"

"Già, che ne dite?" disse Xander. "Ma i disgraziati non hanno scelta, giusto? La cosa buona è che è solo un altro tono di marrone, altrimenti si noterebbe troppo."

"Ti si nota comunque, bello," disse Faith dandogli una pacca sulla spalla. "Congratulazioni. E Will, gran bel lavoro," disse Faith strascicando le parole mentre guardava l’opera di Willow.

"Grazie," disse Willow.

"Sì, Willow," disse Rowena. "È…un miracolo."

"Davvero," disse Giles. "Xander, se non ti dispiace, conosco un optometrista qui a Cleveland al quale mi piacerebbe far vedere il tuo occhio. Solo per esser sicuri che è tutto a posto."

Xander alzò le spalle: "Okay. Posso guidare la sua auto?" chiese.

"Ehm…no, non ancora," disse Giles, e poi gli fece un sorrisetto: "Ma ti farò giocare con la radio."

"Ci sto."

"Ehi gente," disse Faith, riprendendo il giornale dal divano. "Credo che abbiamo un po’ di motivi extra per festeggiare stanotte. Il compleanno di Will. La coppia di gioiellini marroni di Xander. Che ne dite? C’è un posto nuovo che inaugura stasera, e pare promettente." Indicò una pubblicità sul giornale.

"Non so…" disse dubbiosa Willow guardando Kennedy. Di colpo la Cacciatrice bruna si alzò e venne avanti.

"Sicuro!" disse con falso entusiasmo. "Suona proprio bene. Cena, drink e magari anche un po’ ballo."

Willow esitò per un istante ancora. "D’accordo," disse infine.

"Wow! Grandioso!" esclamò Marsha saltando in piedi.

"Oh, tu no, ragazzina!" disse Andrew. "Tu e il resto della pattuglia Barbie resterete a casa con me stasera."

"Ma perché?" si lagnò lei: "Ci sarà da divertirsi!"

"Divertimento da grandi," osservò lui. "Non per Cacciatrici che devono ancora crescere. E poi ho una nuova ricetta per i biscotti e tu potresti aiutarmi."

Marsha parve delusa ma poi si illuminò di nuovo: "Okay, ma dovrai lasciarmi indossare il tuo grembiule preferito. Sai, quello con il fumetto di Martha Stewart e Emeril LaGasse che duellano con le spatole."

"Okay!" la interruppe Andrew. "Sicuro, non c’è problema. Adesso andiamo." Andrew si allontanò facendo sciò alla ragazzina, nel divertimento generale degli altri.

"Ci state voialtri?" chiese Faith a Rowena e Giles, che annuirono entrambi. "Forte," disse Faith. "Vado a dirlo a Vi e Rona. A dopo!"

Faith lasciò il salone e Giles diede una pacca sulla spalla di Xander. "Forza, Xander," disse. "Andiamo a far vedere l’occhio."

"Okay, certo," disse e poi tacque e si voltò verso Willow. "Grazie, Will," disse.

Willow fece spallucce. "Ah, è quel che faccio."

"Lo so," sussurrò e poi allungò la mano per carezzarle dolcemente la guancia, per poi seguire Giles.

"Vado ad allenarmi," disse Kennedy e andò via prima che Willow potesse dire qualcosa.

"Sono davvero colpita, Willow," disse Rowena. "Lo…lo so che tecnicamente il tuo incantesimo era privo di difetti, ma vedere dal vivo i risultati…stupefacente."

"Grazie, Ro," disse Will. "Avresti dovuto essere lì quando le Cacciatrici si sono attivate. Roba pirotecnica."

"Ci scommetto," disse Ro. "Um, ti va di continuare a lavorare al manoscritto di Fluxus? Dobbiamo ancora tradurlo dal latino e se quello è facile, le parti con i termini magici sono un totale mistero per me."

Willow buttò un occhio sulla porta che Kennedy aveva attraversato e poi si voltò verso Rowena. "Okay, certo," disse e si mise a sedere al tavolo.

Dissolvenza di chiusura

Dissolvenza di apertura

Int.

Sala Computer degli Osservatori – Tardo pomeriggio

Giles entrò nella sala computer e vide Willow buttata sulla tastiera. Avvicinandosi, vide che si era addormentata. Sorrise orgoglioso e le mise delicatamente una mano sulla testa. Il contatto la fece destare e lentamente aprì gli occhi.

"Oh…oh Giles," disse. "Mi dispiace! Devo essermi addormentata." Gettò un occhio assonnato sullo schermo. "Oh…heh…pare che abbia riempito circa diecimila pagine del mio diario con la lettera Z. Piuttosto appropriato, in effetti."

"Sono sicuro che puoi sistemarlo," disse lui, prendendo una sedia e mettendosi seduto accanto a lei. "In effetti, non credo che ci sia molto che tu non possa fare."

"Oh, per favore, Giles," disse lei guardando in su. "Sappiamo entrambi che non è vero." Si passò una mano sul viso per svegliarsi. "Come è andata dall’optometrista?"

"Benissimo," disse lui. "La sua vista è perfetta. Non c’è traccia di alcuna anomalia e neppure di qualche cicatrice della ferita precedente. A parte la incidentale diversità di colore, pare tutto perfettamente normale."

"Bene," disse lei. "Come…come le è sembrato? Più xanderesco?"

"Meglio di prima," disse Giles pensosamente. "Ma avrà bisogno di tempo. Ha ancora il suo dolore con cui fare i conti. M-mi ha detto di aver trascorso i mesi passati a cercare un modo di riportare Anya indietro. Rabbrividisco al solo pensiero dei rischi che può aver corso."

Willow annuì. "Ne ha parlato un po’ anche con me," disse. "Non voglio neppure sapere cosa aveva intenzione di fare con l’amuleto di D’Hoffryn, ma sono certa che non fosse nulla di piacevole."

Giles tacque un istante e la osservò armeggiare con il computer. "Willow?" attese finché lei non rivolse la sua attenzione verso di lui un’altra volta: "Sono così fiero di te. Per quel che hai fatto. Non…non solo per Xander, ma per te stessa."

"Sembra che tutti pensino che sia qualcosa di eccezionale," disse lei. "Ma è solo un qualcosa che era mio dovere fare."

"Lo so," disse. "Ma la cosa più importante è il modo in cui l’hai fatta, Willow. Avresti potuto scegliere la via più facile e-e usare la magia nera per far apparire a Xander un occhio nuovo."

"Umpf," sbuffò Willow. "Non è così facile. Avrebbe richiesto lo spargimento di sangue innocente e-e non ho intenzione di farlo di nuovo."

"Lo so," disse lui. "Perciò piuttosto che usare una sorgente esterna hai usato te stessa. Hai messo da parte le tue scelte personali e ti sei fatta carico di un rischio tremendo, sia nel tuo rapporto con Xander che in quello con Kennedy. È stata una decisione dura da prendere ed è per questo che sono fiero di te."

"Grazie Giles," disse Willow, accettando alla fine i suoi complimenti. "Io…io dovrei andare a prepararmi per stasera."

Si alzarono entrambi e si avviarono verso l’uscita. "Anche io," disse lui. "Devo andare a prepararmi per tutti i guai in cui si ficcherà la combriccola stanotte."

Dissolvenza di chiusura

Fade In

Int.

Taverna di Jimmy – Sera

Il gruppo si era sistemato ad un tavolo sufficientemente grande in fondo alla taverna. Era ormai cosparso dei piatti della cena, dei resti di un’enorme torta di compleanno e di molte, molte bottiglie di birra e bicchieri da cocktail vuoti. Solo Willow, Xander, Giles e Ro erano presenti al disastro. Si riusciva a vedere Faith, Vi e Rona che ballavano felici alla musica della band che era sul palco. Kennedy si era alzata per andare al bagno un attimo prima, ma invece di tornare al tavolo, stava giocando ad un videogioco al bancone.

"Non è esattamente il suo genere di musica, huh?" scherzò Xander.

"Non… non mi va giù la musica moderna," disse Giles, bevendo un sorso del suo drink. Willow si piegò in avanti e pescò la ciliegina infilata nell’ombrellino dal bicchiere di lui e se la mise in bocca.

"Oh, sì, proprio vero," disse con un sorriso malizioso mentre masticava. "Ogni volta che sente lo stereo nella sala hobby se lo guarda con quella sua aria sdegnata inglese."

"Non è vero," disse lui. "E-e smettila di rubarmi le ciliegine!"

Willow rise. "Sto rubando le ciliegine a Giles. Hehehe."

"Deve ammetterlo, Giles. La musica ha fatto parecchia strada dai tempi di Seals and Croft. E vede?" disse Xander indicando la cantante del gruppo che stava eseguendo una cover di ‘Going Under’ degli Evanescence. "Anche la gente della sua età riesce ad apprezzare la musica degli ultimi VENTI anni," sottolineò.

"Xander, non ho mai ascoltato Seals and Croft," disse. "I Cream e i Who sono più nel mio stile."

"Wow, Giles," disse Rowena, muovendo il ghiaccio nel proprio bicchiere con la cannuccia. "L’avevo presa più per un tipo da musica classica barocca che per uno da rock classico. Le sorprese non finiscono mai, eh?" Succhiò il resto dell’alcool dal bicchiere aspirando rumorosamente.

Tutti la guardarono stupiti. "Che c’è?" chiese lei.

"Eh?" rise Willow: "Sei proprio canadese!" il resto della tavolata, compresa Rowena, si unì alla risata.

"Okay. Mi hai beccato. Sono sbronza," confessò quando tutti si furono ricomposti.

"In questo caso, andiamo a ballare," disse Giles, alzandosi e tirando Rowena per far alzare anche lei. "Domani non te lo ricorderai e, nonostante il baccano, la band non è così male." Prima che la bionda potesse opporsi la trascinò via.

"Oh cielo, Will," disse Xander, mettendosi il volto tra le mani: "Non ce la faccio a vedere la crisi di mezza età di Giles in azione. La scintillante auto sportiva, lui che balla con donne che hanno la metà dei suoi anni – è molto inquietante."

"Basta," lo ammonì Willow con una risata e poi cambiò argomento. "Hai parlato di nuovo con Buffy?"

"Sì," annuì. "Con lei e con Dawn. Erano un po’… sopraffatte dalle novità."

"Che cosa gli hai detto?" chiese Willow.

"Beh, riuscivo a sentire Dawn che saltava sul letto finché Buffy non l’ha spedita fuori dalla stanza. Buffy era preoccupata riguardo a, sai…"

"Al colore della magia," disse Willow con un sorriso ironico.

"Già," disse lui. "Perciò le ho spiegato senza scendere troppo in dettaglio, ma se n’è fatta un’idea. Ho fatto bene, vero? Voglio dire, è Buffy."

"Oh, no Xander," lo rassicurò Willow. "Va benissimo. Non mi vergogno di nulla. E-e neanche tu dovresti."

"Ed è così," disse lui. "Uh, Will…credo che, cioè…andrò via domani."

Willow parve impaurita: "Non vai via a causa di qualche…cosa strana, vero?" chiese mentre agitava la mano tra loro due.

"Niente cose strane, Will, "la rassicurò Xander con un sorriso sincero.

"Ma…ma sei appena arrivato," protestò Willow: "Perché dovresti…?"

"Lo so," la interruppe lui prima che lei potesse cominciare a balbettare e per giunta da ubriaca. "Ma vorrei vedere le cascate del Niagara, e poi credo che andrò dalle due Summers per le vacanze. Ho fatto una specie di promessa a Dawn e lei mi ha implorato di andare e di conoscere la sua ragazza."

"Awww," gridò Willow: "Ma perché a tutti quanti racconta della sua ragazza? Voglio dire, pensavo che potesse parlarne con me, ma no! Riesce a dirlo a tutti tranne che a me!"

"Ehi, Will, calma, calma!" disse Xander bruscamente: "Credo di aver capito che per lei non fosse una cosa di chissà quale importanza, e che avesse paura di dirtelo perché tu ce l’avresti fatta diventare. Tra l’altro, non penso che Dawn sia così ferma su quel versante come sei tu. Mi ha chiesto se avevo visto quel ragazzo carino che ha conosciuto quando è venuta e se il mio nuovo occhio era da sogno come i suoi!"

Willow testardamente grugnì tra sé e sé, ma poi riportò la conversazione sull’argomento principale.

"Beh, okay allora. Finché stai con persone che ti amano. Questo è l’importante. Ma devi dire alla piccola Miss Dawnie che farà meglio a collegare quella web cam che le ho mandato perché non posso affrontare un Natale senza la Snoopy dance. Mi aspetto una commovente prestazione da tutti e due voi."

"Okay, l’avrai," rise lui.

"Forza," disse Willow. "Facciamo vedere a quelle Cacciatrici che anche noi sappiamo muoverci."

"Tra un minuto," disse lui.

"Okay!" disse Willow e si fece strada tra la folla.

Xander si diresse verso il bar e chiese al barista un’altra birra. Kennedy si irrigidì quando lui guardò oltre la spalla di lei lo schermo del videogioco.

"Sembra divertente," disse. "Posso unirmi a te?"

"È un paese libero," disse Kennedy alzando le spalle. "Ce l’hai un quarto di dollaro?"

"Sì," disse lui, mettendo una grossa manciata di spiccioli sul bancone e prendendo lo sgabello accanto a quello di lei. Giocarono per un po’ di minuti.

"Sei bravo," disse Kennedy mentre osservava le mani di lui correre sul touchscreen.

"Tutti quegli anni nel regno dei videogiocatori sfigati alla fine mi hanno ricompensato," sorrise. "Ed è anche un bene, altrimenti non avrei mai potuto competere con la tua destrezza di Cacciatrice."

"È più di questo." Kennedy scosse il capo quando sbagliò una mossa e il gioco finì. I punti di lui erano più del doppio dei suoi e lui rapido scrisse ALH per segnare il punteggio migliore. "Già, io sono veloce, ma tu di certo hai fatto un sacco di pratica nei giochi da bar."

Xander fece spallucce e bevve un sorso della sua birra.

"Ken, volevo dirti che domani me ne andrò. Andrò a vedere qualche altro posto e poi starò con Buffy per le feste."

Kennedy girò sul proprio sgabello finché non fu rivolta verso la pista da ballo. "Oh," disse. "E poi ritornerai?"

"Non lo so," disse, girandosi anche lui. "A trovarvi sicuramente. La mia famiglia è qui."

"Specialmente Willow," fece lei.

"Specialmente Willow," ripeté lui. "Ma è tutto qui. Willow è la mia famiglia. Non voglio nient’altro. E neppure lei."

"E allora cos’è che vuole, Xander?" chiese Kennedy. "Non sono sicura che voglia me."

"Ha mai detto di non volerti?" chiese lui.

"No," ammise lei, e poi indicò con la testa la pista da ballo. "Ma a giudicare dall’imitazione di Patrick Swayze e Jennifer Grey che lei e Faith stanno facendo, credo che potrebbe star guardando da un’altra parte."

Xander spostò lo sguardo là dove Willow e Faith stavano davvero ballando vicine e divertendosi. Sorrise con aria triste: "E’ una cosa che ho già visto. Quella, mia cara Kennedy, è la danza della piccola bevitrice coraggiosa."

"Huh?" disse lei voltandosi verso di lui confusa.

"Se c’è una cosa che so di Willow," disse lui serio, ma con una luce negli occhi, "è che le uniche volte in cui balla così è perché ha bevuto. E le uniche volte in cui beve è quando è triste. E scommetto che se avesse potuto scegliere adesso starebbe ballando con te. Capito cosa sto dicendo?"

"Oh," disse lei. "Allora io…credo che dovrei andare a ballare con lei," disse Kennedy.

"Ecco cosa faremo," disse lui. È passato un po’ di tempo, ma credo di poter distrarre Faith quanto basta perché tu possa portarti via la Willster. Basta come piano?"

Kennedy sorrise e stava per rispondere quando strizzò gli occhi alla vista di un gruppo di almeno una mezza dozzina di figuri, che gli passarono davanti diretti alla pista da ballo. Allargò un braccio per impedire a Xander di alzarsi dallo sgabello.

"Che c’è?" chiese Xander.

"Abbiamo compagnia indesiderata," disse lei.

Xander seguì gli spostamenti degli occhi di lei mentre teneva d’occhio I nuovi arrivati. Si sollevò un pochino e guardò oltre le teste della gente che ballava. "Se non sbaglio, ce ne sono altri in arrivo da dietro. Pare che sia ora di pappa al paese dei vampiri. Cavolo, pensavo di essermi lasciato tutto alle spalle a Sunnydale."

"Stanno bloccando le uscite," disse Kennedy, guardando la stanza intorno. "Cinque davanti. Cinque sul retro e almeno dieci sono già dentro. Andrò a chiamare Faith, Rona e Vi. Tu raduna gli altri. Dobbiamo fare una mossa prima di loro."

"Giusto," disse lui e poi partirono.

Nel tempo che Kennedy impiegò a raggiungere Faith, Vi e Rona, la Cacciatrice dai capelli neri aveva già avvertito la presenza degli intrusi, e tutte e quattro si divisero andando in direzioni opposte per coprire quanto più possibile del locale.

Fermandosi, ancora barcollante, Willow parve finalmente rendersi conto che la sua compagna di ballo l’aveva abbandonata, nello stesso istante in cui Xander raggiunse lei, Giles e Rowena. Li trascinò tutti via dalla folla fino al tavolo.

"Cosa…cosa succede?" chiese Giles.

"Sta per scattare un raptus mangereccio e siamo tutti sul menu," spiegò Xander agli Osservatori mentre rigirava una sedia e cominciava a romperla a calci.

"Oh cielo," si lamentò Giles. "Lo vedete! Ecco perché non è sicuro bere se non tra le proprie quattro mura."

"Risparmi la lezione per dopo, Giles," gli disse Xander mentre continuava a mollare calci.

"Ehi!" una cameriera accorse, interrompendoli. "Che cosa credi di fare, amico?" disse rivolta a Xander.

"State per essere…" Rowena si trattenne dal continuare e parve esitare per pensare ad una spiegazione convincente per la cameriera: "Rapinati!" disse piuttosto fiera di sé. "Ecco. State per essere rapinati da quei tizi laggiù. Ci servono armi," disse Rowena con voce leggermente brilla. "Perciò va’ a chiamare il capo, ok?"

Appena la cameriera corse via, Xander passò a tutti I paletti. Si voltò verso Willow: "Will, credi di riuscire a liberare l’uscita?"

"Oh," disse Willow, senza dimostrarsi molto più astuta di Rowena. Guardò il gruppo di vampiri che bloccavano l’ingresso principale. "Uh…sicuro."

"Bene," disse Xander. "Cerchiamo di far uscire più gente possibile prima che ai tizi venga fame."

"E conoscendo i vampiri, non ci vorrà molto," osservò Rowena agitando un dito: "Sono un Osservatore. So di cosa parlo."

"Giiiiiusto," la assecondò Xander. "E uno bello ubriaco," aggiunse sottovoce.

All’improvviso si sentì un grido dalla pista da ballo e videro che i vampiri avevano incominciato ad agguantare le vittime a loro più vicine.

"Troppo tardi," disse Rowena sbrigativamente: "Qual è il piano B?"

Videro tute le Cacciatrici buttarsi in azione, estraendo i paletti e riducendo in polvere tutti i vampiri che erano ignari della loro presenza. Il resto dei non morti si rese rapidamente conto di quel che stava accadendo prima di affrontare le Cacciatrici. E appena la lotta incominciò a farsi più intensa, la gente prese a correr via. Alcuni dei clienti, sbronzi, non comprendendo il reale pericolo, decisero di prendere parte alla scazzottata.

"Il piano B è il caos totale," disse Xander voltandosi e vedendo la scena.

"Okay," fece Willow tenendosi la testa come per concentrarsi: "Fatevi strada fino al retro. Aiutate la gente che è scappata," disse e poi corse attraverso le varie zuffe per arrivare alla porta principale.

Quando Willow arrivò all’ingresso si trovò in mezzo a cinque vampiri, che ridacchiavano guardando le proprie prede in trappola. Lei si guardò intorno e vide ai suoi piedi i pezzi di una sedia rotta nella rissa. Si concentrò chiudendo gli occhi e barcollò nell’attimo in cui il legno volò attraverso l’aria. Aprì di nuovo gli occhi e fece un smorfia quando i paletti si conficcarono nella parete, poco sopra la testa della cameriera.

"Oops!" disse alla ragazza con una risatina e un sorrisetto di scuse. "Mi dispiace, è che ho bevuto," soggiunse cercando di apparire seria.

Terrorizzata, la ragazza corse verso la cucina e altri clienti la seguirono, lasciando Willow da solo con cinque vampiri affamati e nervosi, che le digrignavano i denti. "Oh cavolo, questo non va bene," sospirò Willow.

"È una strega, Gretz?" chiese uno dei vampiri al suo compagno.

"È…è vero!" dichiarò Willow: "Io sono una strega. U-una strega femmina molto potente, perciò non pensate di poter scherzare con me!"

Gretz rise: "E cosa farai strega?" sogghignò. "Mi trasformerai in un rospo?"

Willow si accigliò confusa: "Ewww! Niente rospi! Um…aspetta un minuto e…e troverò qualcosa di altrettanto orrendo!"

Mentre Xander, Rowena e Giles provavano, schivando colpi, a farsi strada verso il retro del locale, Giles all’improvviso venne colpito. Cercò di continuare a camminare ma il vampiro che l’aveva preso gli diede uno spintone che lo spedì a faccia avanti contro la batteria del gruppo musicale. Con uno schianto sulla grancassa il suo volo si fermò.

I musicisti guardarono la scena terrorizzati, andandosi a nascondere dietro la loro cantante, che aveva ancora la chitarra appesa a tracolla. La donna restò senza fiato alla vista del volto sfigurato dell’assalitore di Giles, che adesso stava per saltare addosso all’Osservatore.

"Forza, Becca," disse uno dei membri più giovani del gruppo, "E’ ora di prenotare un volo."

Becca si sfilò la chitarra e la fracassò sulla schiena dell’assalitore. La chitarra si schiantò e il manico si separò dal resto. Il vampiro non parve neppure turbato e si voltò verso Becca con un ringhio.

"Questo può bastare," urlò il ragazzo della band trascinandola via, correndo verso la cucina.

La pausa fu sufficiente a Giles per rimettersi in piedi. Chiamò con due dita sulla spalla il vampiro distratto, ficcandogli poi una bacchetta della batteria nel petto.

Becca stette a guardare dall’entrata della cucina l’uomo tramutarsi in polvere di colpo. "Ma che diavolo?" mormorò.

"Forza!" gridò il ragazzo del suo gruppo un’altra volta prima di trascinarla via dalla stanza.

Con i loro paletti improvvisati, Xander e Rowena cercavano di spostarsi attraverso la folla di uomini e vampiri. Uno riuscì ad agguantare Rowena, convinto di aver trovato un pasto gratis, ma lei reagì respingendolo, lasciando il vampiro sorpreso.

"Oh, un tipo coraggioso," la prese in giro lui.

Rowena si girò conficcando il suo paletto nel petto del vampiro: "Oh, un tipo morso," ribatté lei ma si fermò per concentrarsi su quel che aveva appena detto: "Volevo dire morto…oh diavolo hai capito il senso," disse parlando al mucchietto di polvere: "Hehehe, l’hai capito sul serio, eh?"

Come rendendosi conto di doversi concentrare, scosse la sua testa sbronza e si guardò intorno. Vide Xander qualche metro più in là e si mosse per raggiungerlo.

Xander deviò dal suo percorso verso l’uscita per tirare via un vampiro da sopra Vi.

"Grazie," disse la piccola rossa mentre saltava in avanti e affondava un pezzo di legno nel petto del vampiro.

"Oh-oh," disse Xander quando un altro gruppo di vampiri fece il suo ingresso nel bar dalla porta sul retro, stavolta con Seward a capo. I suoi vestiti da cowboy fecero sbattere le palpebre a Xander.

"Amico?" disse Xander indicando l’abbigliamento del vampiro mentre questi si avvicinava. "E tu chi saresti? La versione di Cleveland di Josey Wales?"

Seward smise di guardarsi intorno valutando la situazione e spostò lo sguardo su Xander.

"Credo che mi divertirò un sacco a farti fuori," disse calmo.

"Ma davvero?" disse Xander divertito. "E cosa ti fa credere che ci riuscirai?"

"Sono molto più vecchio di quel che sembra, ragazzo."

"Potrai anche esser vecchio," disse Xander, "Ma ad quel che vedo, la cosa che fa più paura di te, amico, è il guardaroba."

Infuriato, Seward si avventò su di lui e tirò al volo un gancio destro diretto al volto di Xander. Il vampiro fu rapido, ma prima che il suo colpo andasse a segno, Xander si chinò verso sinistra e ficcò il paletto nel suo petto. Seward indietreggiò con uno sguardo stupito, un attimo prima di esplodere in una nube di polvere.

"Come bere un bicchier d’acqua," rise beffardo Xander.

Dall’altro lato del locale i vampiri avevano incominciato a stringere Willow.

"State indietro," disse lei alzando la mano, "State per essere…"

Gretz e gli altri vampiri guardarono alle spalle di Willow e all’improvviso scapparono via rendendosi conto della morte di Seward. Mentre scappavano Willow gli gridò dietro.

"E fate bene sporchi succiasangue, ehm, succhiasangue. È meglio se scappate," gridò prima di mormorare soddisfatta: "Credo che sapessero che non gli conveniva." Ignara della vera ragione per cui erano fuggiti, si voltò e trionfante si diresse verso la sala principale.

"Beh, è stato proprio divertente!" disse Faith, mettendosi a sedere con un salto su un tavolo da biliardo e accendendosi una sigaretta mentre si guardava attorno.

"Come ai vecchi tempi, eh Xander," disse Willow, dando di gomito al suo amico.

"Già, e mi fa proprio pensare al perché ho mollato questo genere di cose," disse, buttando via il paletto.

Rowena si appoggiò ad un tavolo: "Abbiamo fatto un macello," osservò.

"Già," disse Rona. "Ma nessuno si è fatto male. Questo è quel che conta."

"Perciò dico che è meglio se continuiamo la festa a casa," disse Faith. "Ehi Mocciosa, dato che sei tu a guidare, sulla strada di casa passiamo da quel negozio di liquori che è aperto tutta la notte. Will può comprare roba per tutti visto che adesso ha l’età per farlo. E quando arriviamo a casa, se vuoi bere un goccio, prometto che non lo dirò a nessuno."

"Non hai imparato nulla da stasera, Faith?" disse Giles.

"Sì!" disse Faith saltando giù e acchiappando il suo braccio e quello di Xander per portarli via dal locale. "Che bisogna bere a casa, come ha detto lei! Tutti quanti al Consiglio!"

Dissolvenza di chiusura

Dissolvenza di apertura

Int.

Consiglio degli Osservatori – Sala mensa

Mattina

Willow si trascinò fino al bricco del caffè e prese la tazza dalle mani di Andrew.

"Stai bene, Willow?" chiese Andrew.

"Uh huh," mugugnò lei bevendo un sorso. Alzò gli occhi e vide Giles e Rowena che entravano lentamente nella stanza da pranzo e si univano al tavolo delle Cacciatrici anziane. "Andrew, potresti andare a fare un altro po’ di quel tuo rimedio per il mal di testa, per favore? Ho idea che ci vorrà una dose extra stamattina."

"Oh certo!" disse Andrew e corse via dalla sala.

"Ti rendi conto che tutto questo è un tremendo spreco di risorse," si lagnò Giles quando Willow si unì a loro: "Nessuno si metterà al lavoro oggi e-e…"

"Parla per te, bello," disse Faith. "Io sto alla grande."

"Dannate Cacciatrici e i loro poteri di recupero," mugugnò lui sottovoce.

"Uno dei tanti vantaggi," rise Faith. "Ad ogni modo, bell’orecchino."

Giles la guardò con gli occhi iniettati di sangue. "Che cosa…?" si toccò il lobo dell’orecchio con la mano ed esclamò: "Buon dio!"

"Uh, già," fece Ro: "Ti dispiace se me lo riprendo?"

Giles arrossì furioso e passò l’orecchino all’Osservatrice bionda.

Nonostante i postumi della sbornia, Willow rise: "Dovrebbe portarne uno sempre, Giles. Le sta molto bene. Molto sexy."

"Già," convenne Faith. "Ma mai sexy quanto la donna nuda che hai tatuata sul fondoschiena, Will."

"Cosa?" fece Willow, sgranando gli occhi nel panico. "Cosa?"

"Scherzavo, rossa," rise Faith. "Nessun tatuaggio."

"Dea," disse, guardando Faith: "Non farlo mai più!"

"Beh, è ora di radunare le truppe e di mettersi al lavoro," disse Faith. "Almeno c’è qualcuno che ce la fa, oggi."

I tre rimasero seduti in silenzio per un momento mentre Andrew, che era ritornato, gli versava una tazza fumante del suo infuso.

"Bleah, amaro," si lamentò Giles.

"Già, ma è sempre meglio del suo doposbornia," l’ammonì Andrew. "Voialtri avreste fatto meglio a mangiare i miei biscotti."

"Come vanno le cose con Kennedy?" chiese Rowena quando Andrew si era allontanato.

"Okay," disse Willow. "Almeno…credo. Ne abbiamo parlato per un po’ ieri notte quando siamo tornate e mi sembrava un po’ più a suo agio. Mi ha lasciato un biglietto dicendo che andava a correre stamattina."

"Bene," disse Ro. "Beh, adesso credo che andrò a ringraziare Andrew per questo miscuglio e poi mi farò qualche altra ora di sonno."

"Buona idea," disse Giles. "Un po’ di ore di riposo prima che Xander parta."

Willow rimase a bere il suo tè mentre gli altri due uscivano dalla stanza.

Dissolvenza di chiusura

Dissolvenza di apertura

Est.

Consiglio degli Osservatori – Strada – Tramonto

Il camper di Xander era fermo con il freno a mano tirato. Rona, Vi e le altre Cacciatrici lo avevano già salutato ed erano tornate dentro per la cena. Andrew era triste quando strinse la mano di Xander, e subito si voltò e tornò nell’edificio.

Rowena arrossì timidamente quando Xander la strinse in un grosso abbraccio. "Grazie tante per il tuo aiuto," disse. "Continua a prendere in giro Giles, così la prossima volta che vengo possiamo fare squadra contro di lui."

"Okay," disse lei, staccandosi. "Buona fortuna, Xander."

"Faith," disse Xander. "Di’ a Robin che mi dispiace che non ci siamo visti, ma ti chiamerò la settimana prossima per sistemare le cose."

"Okay, bello," rispose lei. "Devi assolutamente dire a Buffy del divertimento che si sta perdendo qui a Cleveland."

"Giusto," le sorrise prima di voltarsi verso Giles. Gli porse la mano ma Giles sorrise e gliela scansò con un colpetto e l’abbracciò.

"Abbi cura di te," gli disse Giles. "Se hai bisogno di qualsiasi cosa…"

"Mi creda," disse Xander mentre si separavano. "So dove andare."

Si guardarono ancora per un momento e poi Xander si voltò verso Kennedy.

"Posso abbracciare anche te?" le chiese esitante.

Kennedy lo guardò per un istante, poi tolse le mani dalle tasche di dietro dei pantaloni e lo abbracciò in modo rigido. Willow incrociò lo sguardo di Xander e sorrise triste.

"Grazie," le disse, rifiutandosi per un lungo istante di lasciar andare Kennedy. "Fammi un favore, okay?" chiese.

"Um, cosa?" disse lei, infine separandosi dall’abbraccio.

"Prenditi cura di Will, okay?" fece lui. "Non c’è niente a questo mondo che desideri di più che di vederla felice."

Kennedy annuì. "Okay…Sta’…sta’ attento Xander," disse. "Sei davvero forte in battaglia, ma il mondo là fuori è comunque pericoloso." Detto questo si voltò e si allontanò assieme agli altri, lasciando finalmente Xander e Willow da soli.

"E così," disse Willow, dondolandosi sulle punte dei piedi, un po’ incerta sul da farsi.

"Vieni qui, tu," disse lui e lei lo abbracciò stretto.

"Non voglio che tu te ne vada, lo sai," disse lei con un lieve singhiozzo, la voce soffocata dal cappotto di lui.

"Lo so," disse lui. "Ma l’ho promesso a Buffy. E poi tu hai bisogno di tempo per riallacciare con Ken e io ho bisogno di altro tempo per, lo sai, per pensare a un po’ di cose."

"Lo so," disse lei, asciugandosi gli occhi. "È solo che mi mancherai."

"Anche tu," disse lui e le baciò la testa. "Ci si vede, Will."

Si allontanò dall’abbraccio e anche i suoi occhi brillavano lucidi nel crepuscolo che incombeva. Saltò sul camper e un attimo dopo il motore fece il suo primo rombo. Sistemò lo specchietto e vide Willow sul marciapiede che si asciugava gli occhi. Esitò per un attimo ancora ma poi ingranò la marcia.

Xander si immise nel traffico, ma Willow rimase lì in piedi per un bel po’ dopo che era scomparso dalla strada.

Dissolvenza di chiusura

Dissolvenza di apertura
Int.
Appartamento di Willow – Tarda serata
Camera da letto

Kennedy entrò nella stanza e gettò il cappotto sulla sedia.

"Ehi," disse Willow. "Qualche problema stanotte?"

"No," disse Kennedy. "Credo che dopo la strage di vampiri dell’altra notte le cose si calmeranno per un po’."

"Beh, q-questa è una buona cosa," disse Willow , rimettendo a posto la spazzola nel cassetto. "Tutto okay?" chiese.

"Sì, tutto bene," disse Kennedy sedendosi sul letto per slacciarsi gli stivali.

"Bene," sorrise Willow, guardando la sua amata. Andò verso Kennedy e si mise seduta accanto a lei. "Non sei troppo stanca, spero," disse, giocando con una ciocca degli scuri capelli di Kennedy.

Kennedy si scostò leggermente e disse: "In realtà, un po’ sì. Credo che…che farò una doccia e poi mi metterò a letto."

"Oh," disse Willow e rimase a guardare Kennedy mentre spariva dietro la porta del bagno. Sospirando si alzò e andò alla finestra buia che si affacciava sul lago. Le sue labbra tremarono leggermente mentre con un dito seguiva le forme della brina che ricopriva il vetro.

Fine dell’Atto Quarto